Ortodonzia

invisalign2L’ortodonzia è finalizzata a correggere la posizione dei denti per migliorare la funzione masticatoria e, in taluni casi, l’estetica del sorriso.
Oltre all’ortodonzia tradizionale che, a seconda dell’età e delle esigenze terapeutiche, utilizza dispositivi metallici fissi o mobili, oggi è disponibile una soluzione cosiddetta “trasparente”. Questa si avvale di mascherine prive di componentistica metallica che, in tal modo, risultano quasi invisibili. Non esiste il tipo di ortodonzia migliore in assoluto: ogni malocclusione dentale è un caso a sè e la capacità del dentista consiste anche nell’individuare il trattamento più adatto per ogni paziente. Il dr. Massimiliano Barcellona, consulente ortodontista dello Studio Dentistico del Dr. Di Gennaro, per la soluzione trasparente utilizza esclusivamente mascherine originali Invisalign®. Quando vi sono le condizioni per proporla consiglia questa tecnica in quanto la mascherina, oltre a non alterare l’estetica, può essere rimossa durante i pasti e quindi permette una corretta igiene orale.
E’ importante sottolineare che, secondo le attuali evidenze scientifiche, la terapia ortodontica non influisce sulla condizione dell’articolazione temporomandibolare (ATM) e quindi non provoca né migliora eventuali concomitanti disordini temporomandibolari, rispetto ai quali si pone pertanto come trattamento neutro. Dolori facciali o limitazioni dell’apertura della bocca che dovessero eventualmente manifestarsi durante il ciclo terapeutico, non dovranno quindi essere imputati al trattamento ortodontico, ma ad un’eventuale tensione muscolare del paziente. Tali segni o sintomi non devono necessariamente comportare l’interruzione della terapia, ma vanno sempre comunicati all’ortodontista che potrà decidere se sospendere provvisoriamente la componente attiva del trattamento.
Durante la terapia ortodontica o al termine della stessa possono comparire rumori (Click) a livello delle ATM, in alcuni casi associati a dolore. Tale condizione non deve essere vista come conseguenza del trattamento ortodontico, ma come una possibile concomitanza temporale. Infatti circa il 30% dei pazienti in età tardo-adolescenziale manifestano un click articolare; trattasi di soggetti prevalentemente giovani, già predisposti a questa condizione per preesistenze anatomiche o comportamentali latenti (es: attitudine alla tensione muscolare). Anche in queste circostanze non è necessario modificare o interrompere la terapia, bensì prendere consapevolezza del problema e gestirlo in prima persona con l’ausilio di un medico specialista odontostomatologo che si occupa di disordini temporomandibolari quale il dr. Di Gennaro, membro del Gruppo di Studio Italiano Disordini craniomandibolari (G.S.I.D.). Il protocollo prevede la messa in atto di strategie mirate a non sovraccaricare la muscolatura quali la ginnastica di mobilizzazione mandibolare, l’eventuale confezionamento di un Bite e l’utilizzo dell’applicazione scientifica BruxApp per Smartphone per la gestione del bruxismo della veglia.
La comparsa di rumori articolari deve comunque essere immediatamente manifestata all’ortodontista.
Le malocclusioni e le relative terapie ortodontiche non hanno influenze clinicamente rilevanti sulla postura corporea né in senso migliorativo né peggiorativo. Eventuali problematiche posturali diagnosticate prima o durante il trattamento ortodontico devono essere affrontate in modo indipendente. Al momento non esistono indicazioni per interrompere una terapia ortodontica a causa di problematiche posturali.

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