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Il dolore alla faccia non è detto sia sempre ‘’mal di denti’’

Il dolore in bocca non è sempre legato ai denti o alle gengive. Il termine “dolore orofacciale” raccoglie anche sofferenze di origine articolare, muscolare, neuropatica, da cefalea e sconosciuta (idiopatica), interessanti tessuti duri e molli della testa, del viso, della cavità orale e del collo.

La causa, oltre a quella più frequente correlata a problemi ai denti, può ricondursi ad anomalie del sistema muscolo-scheletrico, disturbi dei sistemi immunitario e nervoso, malattie sistemiche e infettive, nonchè rappresentare manifestazioni di disturbi psicosociali.

Le sindromi algiche orofacciali sono condizioni cliniche fortemente invalidanti, impattando in maniera significativa sulla qualità di vita di chi ne viene colpito non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico, a volte conducendo all’isolamento sociale e ad un profondo senso di frustrazione.

Spesso coloro che soffrono di dolore orofacciale consultano numerosi medici senza ricevere una diagnosi corretta, il che può portare a sentirsi trascurati o non compresi, oltrechè sfiduciati, avendo convissuto a lungo con la sofferenza senza trovare una soluzione efficace.

La difficoltà nel diagnosticarne l’origine è legata alla sua complessità: oltre al dolore fisico, queste persone possono infatti soffrire di disturbi del sonno, alterazioni cognitive e dell’umore.

Di frequente l’odontoiatra viene investito per primo dalla percezione di urgenza espressa dal paziente, ma questo non deve indurlo nell’errore di essere precipitoso: è infatti necessario escludere altre malattie, attraverso un corretto iter diagnostico differenziale condiviso con medici specialisti in altre branche, prima di procedere a trattamenti odontoiatrici irreversibili, quali devitalizzazioni ed estrazioni.

La gestione clinica  richiede quindi un approccio multidisciplinare: dentisti, neurologi, chirughi maxillo facciali, otorinolaringoiatri, ma anche psichiatri e psicologi, devono insieme formulare la diagnosi tramite approfonditi esami clinici, di laboratorio e strumentali, al fine  di individuare la causa del dolore e quindi pianificare la terapia adeguata.

Attraverso l’uso di farmaci come antidepressivi, antiepilettici e modulatori del sonno, combinati con terapie topiche, si possono ottenere miglioramenti significativi. È inoltre spesso cruciale includere una terapia cognitivo-comportamentale per affrontare gli aspetti psicologici della patologia.

Quindi se senti male alla faccia ma il tuo odontoiatra di fiducia ti dice che i denti sono a posto, prima di cambiare dentista rivolgiti ad altri specialisti per capire se la causa del dolore che ti affligge sia da ricercarsi altrove.